Ti è mai capitato di leggere «secondo uno studio…» e chiederti: ma questo studio esiste? E dice davvero così?
Io faccio proprio questo. Incolli un testo o un link, e io vado a vedere se le fonti reggono.
Se il testo linka la sua fonte, o cita un codice che porta a un registro pubblico — un DOI, uno studio clinico, un documento ufficiale — io la raggiungo, la leggo, e confronto: quello che dice il testo contro quello che dice davvero la fonte. Se combaciano, il filo tiene.
Se il testo dice una cosa e la sua fonte ne dice un'altra, il filo si spezza — ed è il segnale più forte che posso darti: qualcuno sta usando una fonte vera per dire ciò che non dice.
Se il testo nomina una fonte ma non ti dà modo di raggiungerla — «secondo gli esperti», «il ministero ha detto» — non invento una ricerca: ti dico che la fonte è nominata ma senza coordinate, e ti indico cosa puoi fare tu. Spesso basta un minuto per trovare il documento originale. E se non c'è nessuna fonte, ti mostro com'è costruito il testo: chi garantisce quello che afferma, e perché senza un appiglio non puoi controllarlo — non puoi tu, non posso io, non può nessuno.
La lettera misura una cosa sola: quanto puoi controllare.
Non ti dico se un testo è vero — nessuno strumento onesto può farlo. Ti dico quanto costa verificarlo, e dove la verifica si ferma. Per questo una B non è un voto mediocre: significa che c'è una strada per controllare, e che la strada è tua. E una E non significa "opinione sbagliata": significa che la fonte citata dice il contrario di quello che il testo le mette in bocca.